Gli innamorati di Carlo Goldoni con la regia di Andrée Ruth Shammah è un piccolo gioiello. Anzi i gioielli sono due, visto che l’amore va sempre almeno in coppia. I due innamorati, su cui lo stesso Goldoni fa dire alla sorella di lei “si potrebbe fare sopra di loro la più bella commedia di tutto il mondo”, sono il perfetto motore che fa procedere la commedia ad un passo via via sempre più spedito fino ad un livello di ironia e gradevolezza così piacevoli da essere rari. E come in tutte le storie d’amore, anche qui è la donna la prima scintilla di ogni movimento, la folgore che tutto fa infuocare. Una giovane, di corpo, d’animo e di spirito, mai soddisfatta né placa, che si muove, con sentimenti oscillanti come un pendolo tagliente, fra la gioia irrefrenabile ed i tormenti e la rabbia senza fine apparente. Aspetti questi tipici dei più genuini amori giovanili. Una compagnia di attori impeccabile, una caratterizzazione dei personaggi perfetta da parte di Goldoni e che la regia di Andrée Ruth Shammah ed i costumi di Gian Maurizio Fercioni riescono a renderli così naturali che sembra di assistere veramente in presa diretta alla storia. Questo nonostante, o forse anche grazie, agli intelligenti e divertenti interventi ed intermezzi che gli attori fanno come narratori esterni e che rendono più vivo e vivace un testo già di per sé frizzante e brioso. Completa il tutto una scenografia semplice ma viva grazie ad abiti, sedie e personaggi sempre in movimento. Fra tutti gli attori spicca la biondissima e vispa Marina Rocco, completamente a suo agio nei panni dell’innamorata Eugenia. Al teatro Vascello fino al 17 aprile.

gli innamorati